Dopo il grave atto sacrilego, la risposta delle parrocchie di Scordia e dell’intera Diocesi di Caltagirone si è concentrata sulla preghiera, sull’adorazione eucaristica e sulla riparazione. Il ritrovamento diventa occasione per rinnovare la fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, vero centro e tesoro della vita della Chiesa.
SCORDIA – La comunità cristiana di Scordia e l’intera Diocesi di Caltagirone accolgono con gratitudine la notizia del ritrovamento delle Specie Eucaristiche consacrate e degli oggetti liturgici sottratti dalla chiesa di Santa Maria Maggiore nella notte tra venerdì 28 e sabato 29 agosto. Il furto aveva interessato il tabernacolo della chiesa, dal quale erano state asportate alcune pissidi, una delle quali conteneva le ostie consacrate. L’episodio aveva suscitato profondo dolore e sconcerto nella comunità parrocchiale e nell’intera Chiesa diocesana, non soltanto per la sottrazione di oggetti sacri, ma soprattutto per la profanazione del Santissimo Sacramento dell’Eucaristia, cuore della fede e della vita della Chiesa. Il ritrovamento è avvenuto il 31 agosto, grazie all’attività investigativa dei Carabinieri della Stazione di Scordia, ai quali la comunità esprime sincera gratitudine per il lavoro svolto e per l’attenzione riservata al caso. Sono tuttora in corso gli accertamenti delle autorità competenti. Fin dalle prime ore successive al furto, il vescovo di Caltagirone, mons. Calogero Peri, aveva invitato tutta la Diocesi a vivere questo momento nella fede, attraverso la preghiera, l’adorazione eucaristica e gli atti di riparazione, richiamando al tempo stesso alla preghiera per coloro che hanno compiuto il gesto sacrilego.
La risposta delle comunità è stata significativa. La solidarietà e la vicinanza non sono venute soltanto dalle altre parrocchie di Scordia, ma da numerose realtà dell’intera Diocesi di Caltagirone, che hanno accompagnato la comunità di Santa Maria Maggiore con la preghiera e con iniziative di adorazione e riparazione. Questo coinvolgimento rappresenta un elemento particolarmente significativo. Di fronte a quanto accaduto, è emersa con chiarezza la consapevolezza che il tesoro più prezioso della Chiesa non è costituito dagli oggetti sacri, ma dal Signore Gesù Cristo realmente presente nel Sacramento dell’Eucaristia. È proprio questa fede, manifestata nella preghiera e nell’adorazione, a costituire una ragione di speranza e un invito a custodire con rinnovata attenzione il dono dell’Eucaristia.
Nella serata dell’1 settembre, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, è stata celebrata una Messa di riparazione e di ringraziamento, presieduta dal parroco, don Franco Messina, alla presenza del vicario generale don Salvatore De Pasquale, dei sacerdoti delle parrocchie di Scordia e di numerosi fedeli. Nell’omelia, il parroco ha invitato la comunità a leggere il ritrovamento non semplicemente come il recupero di beni sottratti, ma come occasione per rinnovare la fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Il dolore vissuto nei giorni precedenti, ha sottolineato, può diventare occasione di una verifica autentica della vita cristiana: quanto spazio viene dato alla preghiera, all’adorazione e alla presenza di Cristo nel tabernacolo? La celebrazione ha avuto pertanto un carattere di ringraziamento, adorazione e riparazione, secondo il senso proprio della tradizione della Chiesa. Al termine della Santa Messa, la comunità si è raccolta in adorazione eucaristica e ha accompagnato il Santissimo Sacramento in una breve processione. Particolare attenzione è stata inoltre rivolta alla preghiera per gli autori del gesto sacrilego. Come già indicato dal vescovo e ribadito dal parroco, la comunità cristiana è chiamata a riparare l’offesa arrecata al Santissimo Sacramento e, nello stesso tempo, a invocare la misericordia di Dio per coloro che l’hanno commessa, chiedendo per loro la grazia della conversione.
Nel corso della celebrazione, don Franco Messina ha inoltre annunciato l’intenzione di proporre alle autorità competenti la realizzazione di una edicola votiva nel luogo del ritrovamento delle Specie Eucaristiche, come segno permanente della memoria dell’accaduto e della gratitudine della comunità. La parrocchia intende inoltre ricordare annualmente l’evento attraverso un momento di preghiera. La Diocesi di Caltagirone desidera infine rinnovare la propria vicinanza alla comunità di Santa Maria Maggiore e a tutta la città di Scordia, esprimendo gratitudine ai fedeli, ai sacerdoti e alle comunità che hanno manifestato in questi giorni la propria solidarietà. Quanto accaduto rimane un fatto grave, che non deve essere né minimizzato né strumentalizzato. La risposta della Chiesa, però, vuole essere anzitutto eucaristica: fede nella presenza reale di Cristo, adorazione, riparazione, preghiera e conversione. Il ritrovamento delle Specie Eucaristiche invita così la comunità cristiana non soltanto a rendere grazie, ma a rinnovare la consapevolezza del dono ricevuto: Cristo stesso, presente nel Santissimo Sacramento, è il centro della vita della Chiesa e il tesoro che essa è chiamata a custodire, adorare e annunciare.
Caltagirone, 3 settembre 2026

