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La Parrocchia
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La Chiesa, dedicata alla Natività di Maria SS., è stata fondata agli inizi del '700. Infatti, fu allora che il principe Ottavio Gravina, dando attuazione alla "licentia populandi", concessa nel 1688 dal Re Carlo II (16551700) al proprio genitore Sancio, primo principe del feudo di Ramacca, "prese a l'accorre gente" per edificare la nuova terra, attorno alla preesistente chiesetta baronale del '500-'600, dedicata al Crocifisso. L'abate catanese Vito Amico (1697-1762), storico contemporaneo, nel ricordare l'avvenimento, così scrisse: "Ramacca, piccolo paese di nuovissima origine, nei colli sopra la piana di Catania, siede ad oriente e settentrione, diviso da ampie e rette vie, con la chiesa parrocchiale, sotto gli auspici della Natività di N. D., elegante palazzo baronale, e decentissimo convento dei cappuccini, che dista verso mezzogiorno un trar di pietra, occupa la parrocchia con una piazza quasi il centro, ed il palazzo la parte superiore." La suddetta chiesetta, di cui resta ancora la torre campanaria, per soddisfare le esigenze della popolazione, in continuo incremento demografico ed immigratorio, fu successivamente ingrandita con l'utilizzazione dell'attiguo e grande magazzino della fattoria feudale del principe Bernardo Benedetto Maria Gravina. La costruzione della nuova chiesa fu annotata da un altro storico, il palermitano Gioacchino Di Marzio (1839-1916), traduttore del Vito Amico; alla voce "Ramacca" scrisse: "Nel 1830 fu iniziata la costruzione di una novella chiesa principale, che venne completata nel 1842, benedetta ed aperta al sacro culto nel 25 marzo [.. .]". Un'altra conferma, abbastanza particolareggiata, ci viene dalla lettura di una recente pubblicazione su Ramacca di Giuseppe Tornello, che ha scritto: "[...] A questo punto ricordiamo che l'attuale chiesa madre della Natività di Maria SS. era un magazzino dell'allora masseria, annesso parecchio tempo dopo, all'esistente chiesa del Crocifisso, che constava allora soltanto della volta campanaria, della chiesa propriamente detta, con un'anticamera sagrestia e da un cimitero, annesso dietro, circondato da pioppi. Ecco perché la strada che dalla chiesa madre si prolunga fino al borgo si chiama Via SS. Crocifisso [...]". La chiesa, semplice nelle sue linee architettoniche e senza uno stile ben definito, fu decorata di stucchi, di un pavimento di scaglietta e cemento (1967) e di un altare conciliare di marmo policromo. Pur restaurata e ripulita con nuove tinte in calce ed a colori nel 1976, la chiesa ha bisogno di altri urgenti lavori di protezione e di consolidamento, soprattutto, all'esterno.
da:www.parrocchieramacca.it
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